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Global Investor Study

Investitori, attenti al gap (previdenziale)!

Secondo una ricerca internazionale sul comportamento degli investitori, chi si avvicina alla pensione si aspetta una retribuzione pari al 74% dello stipendio. La realtà di chi è già in pensione si rivela invece ben diversa.

29/06/2018

David Brett

David Brett

Investment writer

Dopo una vita passata ad accumulare risparmi, al momento del pensionamento le aspettative degli investitori rischiano di rimanere deluse - è ciò che suggerisce uno studio effettuato su scala mondiale.

Gli investitori prossimi al pensionamento (da 55 anni in su) considerano il 73,9% del loro stipendio attuale il livello di reddito sufficiente per una vita serena durante la pensione.

Ma chi è già pensionato dichiara di ricevere una cifra inferiore, corrispondente al 60,8% dello stipendio finale. In media, secondo l'85% degli intervistati, la pensione è sufficiente, ma il 58% afferma che gli farebbe comodo un reddito un po' più alto.

Questi sono alcuni dei risultati della ricerca di Schroders "Global Investor Study" (GIS) 2018, condotta su oltre 22.000 investitori in 30 Paesi. 

A livello geografico le attese sul reddito pensionistico variano: in alcuni Paesi – Polonia e Indonesia – gli investitori non ancora in pensione sostengono che avranno bisogno di oltre il 100% del loro stipendio per una vita soddisfacente dopo il pensionamento. Come mostra la tabella riportata di seguito, solitamente gli investitori già in pensione ricevono molto meno.

In termini geografici, è in Asia e nelle Americhe che gli investitori prevedono di avere bisogno del tasso di sostituzione più alto, ovvero tre quarti dello stipendio attuale. 

La tabella di seguito riporta un confronto esaustivo tra tutti i Paesi coinvolti nello studio

Quanto si risparmia in vista della pensione?

Il livello di reddito atteso in vista della pensione dipende da diversi fattori, ma uno dei più importanti è il tasso di risparmio.

In media, per la pensione, gli investitori risparmiano il 12,2% dello stipendio attuale. Si tratta di una percentuale inferiore rispetto a quanto pensano di dover risparmiare (14,4%) per raggiungere il proprio obiettivo.

Il tasso di risparmio varia a livello geografico. In Europa, si va dal 9,2% dei belgi al 12,5% dei danesi. In Asia, gli investitori di Hong Kong risparmiano solo il 10,9% dell'attuale reddito rispetto al 15,3% dei singaporiani. Nelle Americhe il range spazia dall'11,9% dei canadesi al 15,4% degli statunitensi.

Il divario più ampio tra la percentuale di reddito risparmiata e la percentuale di reddito che le persone ritengono di dover risparmiare per la pensione si osserva nelle economie in via di sviluppo.  In Cile, per esempio, le persone risparmiano attualmente il 12,8% dello stipendio, ma credono che dovrebbero risparmiare il 19,2%: una differenza del 6,4%.

Gli unici a risparmiare più di quanto ritengono necessario sono i danesi: 12,5% rispetto al 12,3%.

La tabella di seguito riporta un confronto esaustivo tra tutti i Paesi coinvolti nello studio

Lesley-Ann Morgan, Head of Retirement in Schroders, commenta: “Esiste una netta differenza tra il livello di reddito che i pensionati ricevono e la somma che gli investitori prossimi alla pensione si aspettano di ricevere. A causa di questo divario, potrebbero rimanere delusi gli over 55 che non hanno risparmi a sufficienza per vivere una pensione serena.

Tuttavia gli investitori sanno che devono risparmiare di più se vogliono raggiungere lo standard di vita auspicato negli anni della pensione. Risparmiare di più è importante, soprattutto nell'attuale contesto di bassi rendimenti e inflazione in crescita, che rende più difficile incrementare i risparmi e generare una rendita dopo il pensionamento.

Per aumentare le probabilità di una vita soddisfacente dopo la pensione i giovani lavoratori dovrebbero iniziare a risparmiare il prima possibile. Iniziare a risparmiare per la pensione a 50-60 anni, infatti, potrebbe essere troppo tardi. Dalla nostra analisi emerge che un ventenne dovrebbe risparmiare ogni anno tra il 10% e il 14% dello stipendio per ricevere almeno il 50% dello stipendio finale dopo la pensione.”

Quanto bisogna risparmiare?

Calcolare il giusto ammontare da risparmiare in vista della pensione è una vera e propria sfida. Il capitale totale finale e la rendita che ne deriverà sono condizionati da diversi fattori: non dipendono solo da quanto un investitore risparmia, ma anche dai rendimenti ottenuti e dall'orizzonte temporale.

Occorre anche tener conto della percentuale  del reddito attuale che si desidera ricevere in pensione. Ciò è legato allo stile di vita a cui si aspira dopo il pensionamento e dall'entità dell'assegno previdenziale ricevuto dallo Stato. La nostra ricerca mostra che, a livello globale, gli investitori puntano a un tasso di sostituzione del 74%: una percentuale relativamente alta rispetto alla maggior parte dei modelli di pianificazione finanziaria. Per esempio, il tasso di sostituzione netto futuro (compresa la componente statale) tra i Paesi dell'OCSE si attesta in media al 63%, secondo gli indicatori dell'OCSE e dei G20.

Il modello sviluppato da Schroders, riportato di seguito, mostra il livello di rendimento finanziario necessario per raggiungere tassi di sostituzione del 66% e del 50% potendo contare solo sui risparmi privati. Lo schema si basa sui tassi di reddito pensionistico disponibili attualmente derivanti da una rendita annua garantita. Lo scenario cambia se si decide di mantenere i soldi investiti o trasformarli in liquidità. 

Per esempio, se una persona risparmia il 15% del proprio stipendio dall'età di 25 anni e vuole andare in pensione a 65 anni, per disporre di un reddito pensionistico pari al 66% dello stipendio lavorativo dovrà ottenere un rendimento medio annuo del 2,5% superiore all'inflazione (colonna centrale). Se risparmiasse il 10% dello stipendio, le servirebbe un rendimento del 4,2% superiore all'inflazione.

Vale la pena ricordare che, se a partire da 25 anni si risparmia solo il 5% dello stipendio, occorrerà un rendimento che superi l'inflazione del 7% per creare una rendita pensionistica pari al 66% del salario (sulla base del reddito annuo attuale).

Il Credit Suisse Investment Returns Yearbook mostra che negli ultimi 118 anni, l'azionario globale ha offerto un rendimento reale annuo (tenuto conto dell'inflazione) del 5,2%. Prevedere con esattezza i rendimenti è difficile e le performance passate non sono indicative dei risultati futuri; tuttavia lo Schroders Economics Group stima che - visto il contesto attuale e le prospettive di crescita futura - nei prossimi 30 anni i mercati azionari mondiali offriranno rendimenti medi inferiori, pari al 3,8% annuo al netto dell'inflazione. [Le previsioni riportate non devono essere considerate come una base per prendere decisioni e non sono garantite]

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Schroders ha commissionato a Research Plus Ltd uno studio online indipendente condotto tra il 20 marzo e il 23 aprile 2018 su un campione di 22.000 persone in 30 Paesi, tra cui: Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Spagna, EAU, Regno Unito e USA. Ai fini dell'indagine, vengono definiti "investitori" coloro che intendono investire almeno 10.000 euro (o un importo equivalente) nei prossimi 12 mesi e che hanno apportato modifiche ai propri investimenti negli ultimi dieci anni.